LA CAMPAGNA SOCIAL DEL PD FA FLOP FRA POLEMICHE E MANIFESTI ABUSIVI
Da qualche settimana la città di Roma (e in versione ufficiosa anche altre città italiane) è tappezzata di manifesti colorati, per lo più abusivi, recanti scritte: “Conosci Farouk?”, “Conosci Serena?”, “Conosci Eva?”, ecc. senza alcun riferimento se non quello di invitare a collegarsi ad un account Facebook WWW.FACEBOOK.COM/IMIEI. Si tratta della fase teaser della campagna di tesseramento 2012 del Partito Democratico, ufficialmente iniziata in questi giorni. Solitamente la fase teaser di un annuncio pubblicitario si pone l’obiettivo di suscitare curiosità in quanto di forte impatto e mirata a creare grande attesa attorno ad un prodotto o un servizio che in questa fase non viene nominato. Scopriamo ad oggi martedì 17 gennaio che la fanpage dedicata alla campagna registra solo 764 Mi piace (è stata aperta il 2 gennaio scorso) ed è zeppa di commenti negativi e battute ironiche da parte di utenti Facebook che non hanno per niente gradito l’operazione. E come se non bastasse anche gli stessi esponenti ed elettori del Partito Democratico hanno manifestato la loro riprovazione nei confronti della campagna. Una su tutti è Cristiana Alicata, dirigente PD del Lazio che in un suo post sul sito WWW.IMILLE.ORG dichiara “oggi proprio mi andrei a nascondere avendo scoperto che è una campagna nazionale del PD” e ancora “penso che il nostro partito avrebbe bisogno di altre pratiche. Penso che un Partito di sinistra non debba più fare manifesti. Tantomeno abusivi. Imbrattano, non sono ecologici, sono brutti. Umiliano le città.” E infatti anche l’abusivismo della campagna è una delle critiche più feroci su cui la comunità web e i cittadini si scagliano contro il partito di sinistra più importante d’Italia.
Il responsabile della comunicazione nazionale del partito, Stefano Di Traglia a Repubblica dichiara che il risultato della pre-campagna non è negativo “Essendo manifesti anonimi volevamo semplicimente suscitare un po’ di curiosità. Se se ne parla, è segno che abbiamo centrato l’obiettivo”, dice. Quanto alle affissioni abusive, “faremo di più per starci attenti”. Di Traglia potrebbe aver ragione nel sostenere la tesi che bene o male, purché se ne parli. Ricordiamo però che il PD non è nuovo a questo tipo di gaffe nella sua comunicazione. Risale solo a quest’estate la bufera scatenata dal manifesto realizzato per promuovere la Festa dell’Unità di Roma (immagine a lato). Mentre infatti la base femminile del Partito dal febbraio scorso era impegnata a sostenere il comitato “Se non ora quando” denunciando l’uso strumentale del corpo delle donne in ogni ambito sociale, la comunicazione del Partito pensava bene di ritrarre per i suoi manifesti gambe femminili con addosso una gonna svolazzante con il claim “Cambia il vento”. Geniale no? Anzi aSocial!
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